MONTESE - MUORE ACCOLTELLATO

. A Montese, nella comunità africana, Daouda Sangare era conosciuto. Viveva qui da diversi anni, almeno 5, e lavorava come saldatore nella frazione di Salto. Gli amici, una volta appresa la notizia della sua morte dopo un accoltellamento, si sono radunati davanti alla palazzina in via Righi dove viveva il 31enne. Erano in stato di choc. «Nessuno avrebbe voluto fargli del male, era una persona corretta, tranquilla. Difficile pensare che qualcuno potesse avercela con lui - hanno ripetuto in coro i giovani accorsi sul luogo della tragedia - ieri sera era andato con la moglie alla festa del paese. Poi sono tornati a casa. Lui era una persona riservata, non aveva problemi con nessuno: era un bravo ragazzo».Indagini serrate.Gli amici hanno escluso fin da subito che Daouda potesse avere brutte frequentazioni, strani giri legati a spaccio e droga e, dunque, che potesse esserci qualcosa del genere alla base del movente dell’omicidio. I carabinieri hanno chiesto i documenti e ascoltato la versione di ognuno di loro: sono stati sentiti nelle ore successive all’omicidio davanti alla palazzina in via Righi in cui il 31enne è stato ucciso. Daouda era un giovane immigrato che qui in Italia era venuto per costruirsi un futuro migliore, fatto di lavoro e famiglia, come hanno detto tutti quelli che lo conoscevano a Montese. Quelle coltellate ricevute all’addome all'alba di domenica hanno fatto finire tutto in pochi istanti. Per lui non c’è stato nulla da fare nonostante i soccorsi arrivati sul posto subito

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