MODENESE ACCUSATO DELLA MORTE DI UN DISABILE A CESENATICO
Pubblicato il 5 ago, 2026
Un modenese di 35 anni è indagato con la gravissima accusa di omicidio preterintenzionale per una vicenda che sta alimentando un forte dibattito – sociale e anche politico – in Romagna. È quella della morte di Alfiero Moretti, il 63enne spentosi il 26 luglio all’ospedale Bufalini di Cesena dopo un pestaggio e un malore fatale che si sono susseguiti nell’arco di pochi giorni. Il 35enne, residente a Modena città, italiano, è coinvolto nella prima vicenda, assieme a una 34enne della provincia di Verona sulla quale pende ora la stessa accusa di omicidio preterintenzionale, appena riformulata dalla Procura di Forlì, che indaga sul caso insieme ai carabinieri.
Tutto è iniziato la sera del 17 luglio, a Cesenatico. Moretti, affetto da disabilità (diabetico, gli era stata amputata una gamba), stava passando con la sua carrozzina elettrica davanti alla sede della Caritas. All’improvviso è stato aggredito da un uomo e una donna che vivono a Cesenatico in un contesto di marginalità sociale. È stato detto che sono dei senzatetto: in realtà non è così, perché lui ha una regolare residenza a Modena. Però vive a Cesenatico in una situazione di evidente difficoltà. Secondo alcuni testimoni, la donna avrebbe chiesto a Moretti una sigaretta, ma lui non fuma e non poteva averla. Sconvolgente la reazione: i due si sarebbero scagliati su di lui con un efferato pestaggio. Portato al Pronto soccorso del Bufalini, a Moretti sono state diagnosticate fratture multiple del viso, di cui una all’occhio destro.
Dopo le cure, è stato dimesso con una prognosi di 23 giorni. Ma due giorni dopo, di sera, mentre passava in carrozzina in viale Roma, a Cesenatico, è stato colto da emorragia cerebrale. Soccorso da un passante, è stato riportato subito in ospedale. Ma la situazione si è rivelata gravissima, ed è morto il 26 luglio dopo una settimana di agonia.